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rock strumentale che si rifà al suono del vento nei giorni in cui il cielo non promette nulla di buono
Testi di alcune nostre canzoni.
post pubblicato in Testi, il 1 gennaio 2007


L'ATOMO E' QUASI VUOTO



Domenica 23



Fossi nato adesso



non ti ricorderei



un super-uomo in cento parole



rubate ai farisei



la libertà che adesso reclami



non ti solleverà



fuggire non è un viaggio



sa un poco di viltà



misura di tutte le cose



e dei destini miei



se riesci a vedere adesso



ciò che sei



mi fa sorridere spesso un concetto



"personalità"



e non dimentico ancora l'inganno



della tua libertà.



 



BAAL ZEBUB



Alieno



Un ventre già pieno



di corpi avvinghiati



di grida sottili



e pensieri vomitati.



Tale è l'alieno



che ci tiene uniti



in "formule civili"



e secrezioni importanti.



La "pace" sia in terra



un "odio" senza confini



una "violenza" che impera.



La tua "speranza" persa



sprezzante dei destini



ti fa sembrare sincera.



King



Sono quello che vuoi



ciò che tu sei



non sono più io.



Cerco la mia identità



guardo più in la



ci sei solo tu.



Silenzi



Posso muovere le tue parole



ma non cambiare un momento solo



dei tuoi pensieri lontanissimi.



Posso scrivere dei tuoi silenzi



ma non entrare in ciò che pensi



per continuare a non capire mai.



 



Park Villa Napoleon



Sento qui



le particelle bianche-nebbia



tremore incontrollato ed occhi



secchi di pianto.



Ci sono stanze



stanze-cervello



non sento nulla ma vedo



ed è abbastanza.



Resto sì



Non chiedermi se è notte o giorno



ci son sguardi come lame



e ci son lame come cervelli.



Non sento nulla ma vedo



ed è abbastanza.



 



PO BOX 52.4



18 Kurt
Carne che brucia lenta
e le tue visioni ferme sui prati
ed a che vale questa luce
che illumina la luce?
Questa è logica che cosa credevi?
È questo che intendevi per "essere felice"?
Luna che splende in canna di fucile
e mille gendarmi rapiti da una parola.
Ti vedo pelle-ossa
racconto di te stesso
capelli rasi e movenze acute
volgi gli occhi al cervello senza tornare.


4 (DVD)



2000/0
Porta chiusa sul giorno che nasce
Facili movimenti e sorrisi
Salvo il mio pensare per oggi
Sino a che il soffio ritornerà
La mia guerra non ha vincitori
Solo un desiderabile oblio
Sento che sta già per arrivare
Io lo leggo negli occhi fanciulli
Lascio che tu sappia ogni cosa
Un alito di vita è già qui
Ed io sto lasciando ogni cosa
Senza che lei lo sappia da me


LE SOLEIL QUITTE CES BORDS


Primo testo (1. Preludio)

Vivo come se nulla fosse: di malattia in malattia, di porto in porto, di stazione in stazione; come se a ritornare sui miei passi non fossi io ma l’immagine che ho simulato per te.
Non leggere le mie parole, osserva i movimenti, ti porteranno più lontano.
Ho attraversato mari, oceani, immense distese d’acqua che parevano non avere fine. Ho masticato sabbia nel deserto e sudato freddo, nel terrore di ritrovare un motivo per esserci ancora.
Voglio una terra dove non ci sia carta, non ci sia penna, non ci siano parole. Voglio spacciare parti di me, in modo che di nulla resti un centro.
Il sole diserta queste sponde e l’acqua di queste onde ghiacciate scuote il cervello, portandovi buio.
Non salvarmi Isabelle, lasciami marcire.
La mia nave sta partendo.



In società 

Succhia olive verdi
Nel cestello in punta di piedi
Circostanze vellutate di sorrisi
Essenze
Delicatezze da provinciastri
Quando il sole volge a ponente
Sibila un’idea che cova
In un pugno di mosche
Biscottini desertici
Stuzzicadenti metafisici
Del mio rovesciare il tavolo
Immaginato e pensoso

(Verisone rivista da Giovanni Succi)


 




permalink | inviato da il 1/1/2007 alle 2:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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